L’infortunio in itinere tutela il lavoratore durante gli spostamenti necessari legati al lavoro, ma presenta limiti ed eccezioni che è importante conoscere.
L’INAIL riconosce come “infortunio in itinere” l’evento dannoso occorso durante il normale tragitto fra abitazione e luogo di lavoro, o tra più sedi di lavoro nel caso di rapporti plurimi. Rientrano nella tutela anche i percorsi abituali per consumare pasti quando non è presente una mensa aziendale, e persino alcune deviazioni necessarie (per esempio accompagnare i figli a scuola) se risultano compatibili con la finalità lavorativa, la normalità del tragitto e gli orari. Qualsiasi mezzo di spostamento — mezzi pubblici, a piedi, biciclette in particolari condizioni — può essere coperto a patto che l’uso sia giustificato.
Casi particolari: le deviazioni coperte dall’INAIL
In linea generale, le interruzioni o deviazioni dal percorso non rientrano nella copertura assicurativa: l’indennizzabilità dell’infortunio infatti si basa su un principio di normalità e necessità del tragitto. Fanno eccezione alcuni casi particolari riconosciuti dalla normativa e dalla prassi:
Deviazioni ordinate dal datore di lavoro;
Deviazioni “necessitate” da forza maggiore (guasto meccanico), esigenze essenziali e improrogabili (bisogni fisiologici), o obblighi penalmente rilevanti (ad esempio prestare soccorso);
Accompagnamento dei figli a scuola, quando necessario;
Brevi soste che non alterino le condizioni di rischio.
Restano ovviamente esclusi gli eventuali infortuni avvenuti in conseguenza diretta dell’abuso di alcol, di psicofarmaci (se non terapeutici e assunti impropriamente) o di stupefacenti, nonché quelli causati dalla guida senza patente o con patente non idonea per il veicolo. In questi casi salta il nesso causale che giustifica l’indennizzo e la responsabilità è interamente del lavoratore.
Cosa ricordare
Per il lavoratore, raccomandiamo di documentare tempi, percorsi e motivi in caso di sinistro; è importante valutare sempre se la deviazione o il mezzo usato sono realmente necessari rispetto alle esigenze dell’attività o del turno lavorativo.
Per chi assiste (consulenti, datori, RSPP), invece, è fondamentale chiarire procedure e prescrizioni per gli spostamenti specificando anche gli eventuali mezzi prescritti. Sapere dove si colloca il limite tra normalità e deviazione è spesso decisivo: meglio prevenire con regole chiare e valutazioni puntuali caso per caso.








