Aumentare produttività e benessere in azienda: la valutazione dello stress-lavoro correlato

Aumentare produttività e benessere in azienda: la valutazione dello stress-lavoro correlato

Prende ufficialmente il via la nuova campagna europea dedicata alla prevenzione dei rischi psicosociali e alla promozione di ambienti di lavoro più sani e sicuri.

L’iniziativa è la EU-OSHA 2026-2028 («Ambienti di lavoro sani e sicuri – Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro»), e nasce dall’analisi diffusa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro secondo cui quasi il 45% dei lavoratori è esposto a fattori di rischio negativi per la salute mentale.

I fattori da considerare

Stress lavoro-correlato

Il benessere sul lavoro dipende dalle caratteristiche individuali e da come il lavoro viene organizzato e gestito. Possono contribuire all’insorgenza di stress lavoro-correlato:

  • Carichi e ritmi eccessivi;
  • Ruoli e divisione delle mansioni poco chiari;
  • Scarsa autonomia decisionale e operativa;
  • Comunicazione interna inefficace;
  • Cambiamenti organizzativi non comunicati o gestiti in modo inefficiente;
  • Mancanza di supporto.

Individuare queste criticità consente alle imprese di intervenire sulle condizioni lavorative, migliorando la salute dei dipendenti e il funzionamento dell’organizzazione.

Il fenomeno è rilevante: secondo l’indagine OSH Pulse 2025 dell’EU-OSHA, il 44% dei lavoratori nell’Unione europea dichiara di essere esposto a forti pressioni temporali o a un carico di lavoro eccessivo. Inoltre, il 29% riferisce di aver sperimentato, negli ultimi dodici mesi, stress, depressione o ansia causati o aggravati dal lavoro.

La valutazione dello stress lavoro-correlato

In Italia, l’art. 28 del D.Lgs. 81/2008 prevede espressamente che la valutazione dei rischi comprenda anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato.

Il percorso di valutazione permette di esaminare possibili criticità legate sia al contenuto del lavoro, come carichi, orari e pianificazione delle attività, sia al contesto lavorativo, come ruoli, autonomia decisionale e relazioni professionali.

Non si tratta di valutare la condizione psicologica del singolo lavoratore, ma di individuare gli eventuali fattori organizzativi di rischio e, sulla base dei risultati, definire le misure preventive e correttive più appropriate.

Individuare i fattori di rischio è, infatti, il primo passo: il successivo consiste nel definire misure coerenti con le criticità rilevate. A seconda del contesto, gli interventi possono riguardare una migliore distribuzione dei carichi di lavoro, una più chiara assegnazione di ruoli e responsabilità, la revisione di procedure e orari, il miglioramento della comunicazione interna o la formazione dei responsabili sulla gestione delle relazioni professionali, compresi eventuali conflitti o comportamenti inappropriati.

Un approccio così strutturato permette di intervenire sulle cause organizzative del rischio, anziché limitarsi a gestirne le conseguenze. In più, migliora il clima lavorativo, la collaborazione interna e la continuità delle attività.

ConsulGroup al fianco delle imprese

La campagna europea 2026-2028 rappresenta un’occasione per riportare al centro dell’attenzione un tema che riguarda direttamente la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro.

ConsulGroup affianca le aziende nella corretta valutazione del rischio stress lavoro-correlato e nell’identificazione delle misure più utili a prevenirlo: affidati ai nostri esperti per creare le migliori condizioni di lavoro nella tua attività.

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