Una recente circolare INAIL semplifica la gestione del personale in azienda in caso di infortunio: non è più necessario richiedere il certificato medico “definitivo” per il rientro del lavoratore.
Fino a ieri la burocrazia rallentava la ripresa delle mansioni in seguito a un infortunio sul lavoro. Ora, con la circolare n. 17 del 2026, INAIL ha stabilito che il dipendente può tornare automaticamente in servizio non appena scade l’ultimo certificato di malattia inviato.
C’è solo un’eccezione da tenere a mente: se il lavoratore vuole rientrare prima della scadenza della prognosi, in quel caso serve ancora un nuovo certificato medico di rettifica.
Riportiamo con l’occasione una utile checklist sull’iter standard da seguire in caso di infortunio:
Segnalazione e certificato: a seguito dell’infortunio, il lavoratore (o chi ha assistito all’infortunio) deve avvisare subito il datore di lavoro. Il Pronto Soccorso o il medico rilasceranno il certificato medico iniziale riportante la prognosi e il numero di certificato INAIL.
Raccolta documenti: raccogliete subito una relazione dell’evento, eventuali testimonianze o foto per ricostruire l’accaduto per l’analisi interna all’azienda dell’infortunio e delle sue dinamiche.
Denuncia INAIL: se la prognosi supera i 3 giorni, la denuncia va inviata entro 48 ore (che diventano 24 ore nei casi più gravi o mortali).
Con il nuovo aggiornamento, allo scadere del certificato medico di malattia il lavoratore può rientrare automaticamente al lavoro.
In sintesi, una gestione efficace di un eventuale infortunio sul lavoro si fonda su tempestività, tracciabilità e coordinamento delle diverse parti. Una applicazione scrupolosa dell’iter previsto dalla leggere permette di proteggere le attività dell’impresa e gestire correttamente le situazioni di emergenza.







